I Trattamenti per la Menopausa

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I Trattamenti per la Menopausa

L’obiettivo principale della terapia consiste nell’alleviare i sintomi e ridurre i rischi a lungo termine, come osteoporosi, malattia cardiovascolare.

Un trattamento dei principali disturbi della menopausa può essere rappresentato dalla terapia ormonale sostitutiva (HRT: hormone replacement therapy, o TOS).

Questa consiste nella somministrazione di estrogeni e progestinici sotto forma di compresse, cerotti o gel. Indubbiamente rappresenterebbe il trattamento più efficace per alleviare i disturbi e contemporaneamente prevenire alcune patologie associate alla menopausa ma l’uso di tale terapia è molto controverso per il possibile aumento di tumore al seno e, da dati recenti, di eventi cardiovascolari.

Inoltre le linee guida internazionali sconsigliano di prolungare la terapia ormonale sostitutiva oltre cinque anni.

Ne consegue che per molte donne in menopausa le terapie non farmacologiche – come la fitoterapia – possono essere la scelta migliore e in effetti risulta in netto aumento le donne in menopausa che si rivolgono alle terapie naturali.

I Fitoestrogeni

Estratti dalla Soia (Glycine max) e da altre piante come la Cimicifuga e Polygonum cuspidatum (Resveratrolo), sono in grado di trattare le vampate di calore e gli altri sintomi della menopausa grazie alle loro proprietà ormonali di tipo estrogenico.

Il Resveratrolo, contenuto nell’uva, nel vino (un bicchiere di vino ne contiene circa 0.5 mg) ed in altri vegetali, è considerato anch’esso un fitoestrogeno, grazie alla capacità di legarsi e attivare gli stessi recettori degli estrogeni, aiutando così la donna a mantenere la normale attività estrogenica.

Dal punto di vista chimico, i fitoestrogeni si possono raggruppare in tre categorie principali.

– ISOFLAVONI: rappresentati dalla daidzeina, genisteina e biocanina A, sono i più attivi. Sono anche i più studiati, e si trovano nella soia e legumi;
LIGNANI: sono presenti in quasi tutti i cereali, con più alte concentrazioni nei semi di sesamo e di lino;
CUMESTANI: presenti in particolare nel trifoglio, nei semi di girasole e nei germogli dei fagioli;

I fitoestrogeni sono quindi sostanze naturali, contenute nelle piante, che hanno un’azione simile agli estrogeni, gli ormoni femminili. I fitoestrogeni vengono anche definiti estrogeni deboli. Infatti, pur avendo una struttura chimica simile agli ormoni femminili (17ß estradiolo), la loro attività biologica, ossia la loro potenza, è 1000 volte più lieve rispetto agli estrogeni prodotti dal corpo umano.

Studi epidemiologici sulla popolazione cinese e giapponese che consuma alte dosi di fitoestrogeni per la loro alimentazione ricca di soia, hanno dimostrato una netta riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, di osteoporosi e di tumori, rispetto alla popolazione occidentale, che ha un’alimentazione ricca di grassi animali e proteine. I cinesi e i giapponesi emigrati negli Stati Uniti d’America, che hanno adottato la stessa alimentazione americana, nell’arco di una generazione, presentano lo stesso rischio di malattie cardiovascolari e di tumori degli americani.

La North American Menopause Society (NAMS) raccomanda gli isoflavoni di soia, la cimicifuga e la vit E per il controllo della sintomatologia lieve/moderata della menopausa.

Quali sono gli effetti favorevoli dei fitoestrogeni?

I fitoestrogeni possono ridurre le vampate di calore, tipiche della menopausa. L’incidenza delle vampate è del 70-80% tra le donne europee e del 14-18% tra le donne orientali che, come sappiamo, hanno un’alimentazione ricca di soia. Alcuni studi hanno dimostrato che l’integrazione con farina di soia può ridurre le vampate del 40% in un periodo di tre mesi.

I fitoestrogeni sono in grado di ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari, come avviene nelle popolazioni orientali. L’azione protettiva si realizza sia sui grassi contenuti nel sangue (riduzione delle LDL-colesterolo e del colesterolo totale), sia sulla parete dei vasi arteriosi (rallentamento del processo di aterosclerosi, mediante un’azione antiossidante e una riduzione dell’aggregazione piastrinica). L’eccessivo accumularsi delle piastrine lungo la parete interna dei vasi favorisce, infatti, i microcoaguli responsabili poi dell’ostruzione arteriosa che favorisce infarti e ictus.

I fitoestrogeni possono agire in senso favorevole nella prevenzione della comparsa dell’osteoporosi:studi epidemiologici hanno dimostrato che le popolazioni orientali hanno una minore incidenza di osteoporosi rispetto alle occidentali. Il grande vantaggio rispetto alla terapia ormonale sostitutiva consiste nel fatto che tali preparati possono essere impiegati per lunghi periodi senza controindicazioni ed effetti collaterali.

I fitoestrogeni svolgono un importante ruolo di prevenzione nei confronti della comparsa di un tumore mammario. I dati epidemiologici mostrano come le popolazioni orientali hanno solo un decimo dei tumori mammari rispetto a quelle occidentali. Tuttavia, le orientali emigrate che abbiano adottato un’alimentazione occidentale, nel giro di una generazione hanno la stessa percentuale di cancro mammario delle donne occidentali. I fitoestrogeni sembrano essere utili anche in donne già colpite da tumore mammario. Le donne giapponesi colpite da tumore mammario hanno una prognosi migliore di quelle americane. In presenza di una alimentazione ricca di fitoestrogeni i tumori mammari sono più differenziati e quindi biologicamente meno aggressivi.

I fitoestrogeni sembrano comportare nel tempo una riduzione dell’incidenza di tumore dell’endometrio pari a 12 volte rispetto a quello delle popolazioni occidentali

Chi può utilizzare i fitoestrogeni?

Tutte le donne in menopausa che vogliono continuare a stare bene, ma non vogliono o non possono utilizzare le terapie ormonali classiche, possono trovare nei fitoestrogeni un trattamento alternativo efficace.

In particolare le donne che hanno paura a utilizzare gli ormoni, perché temono il possibile rischio di tumore mammario; oppure le donne che non sopportano alcuni effetti collaterali degli ormoni, come senso di gonfiore, aumento di peso corporeo, perdite di sangue irregolari, ricomparsa di alcuni disturbi premestruali; infine le donne che presentano delle controindicazioni agli ormoni, come tumore mammario, flebotrombosi o epatiti recenti.

2013-02-05T09:15:53+00:00